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Le leggi che hanno cambiato la figura della donna in Italia

diritti-donneLa vita delle donne in Italia come la conosciamo oggi è il risultato di un lungo processo di cambiamenti e profonde integrazioni nel processo sociale e culturale del nostro paese.

Sono tante le leggi che hanno cambiato, in meglio, la situazione del gentil sesso in Italia, a partire da quella che ha riconosciuto alle donne il diritto di voto. Siamo negli anni ’45 – ’46, appena dopo la seconda guerra mondiale e c’era bisogno di cambiare, di dare una svolta forte al paese.

Nel 1950 arriva un maggior parità anche nel lavoro: da quell’anno, infatti, è stato introdotto il divieto di licenziamento per la donna incinta, fino al primo anno di età del bambino. Inoltre la stessa legge ha previsto un certo trattamento economico da riconoscere alla donna dopo il parto.

Sei anni più tardi, nel 1956, c’è la legge che riconosce alla donna il diritto di ricevere una retribuzione pari a quella dell’uomo, mentre nel 1963 sono state dichiarate invalide le “clausole di nubilato”, che le donne dovevano firmare per poter aver diritto ad accedere agli impieghi pubblici.

Nel 1975 la legge che stabilisce la parità tra i coniugi, riformando di fatto il diritto di famiglia, è un altro grande passo in avanti per le donne.

Sei anni più tardi, nel 1981, sparisce dal codice penale il “delitto d’onore“, ovvero un delitto fatto per salvaguardare l’onore di una persona. Spesso con affermazione ci si rivolgeva all’uccisione dell’amante adultera (fate caso alla “a” finale, era l’uomo poteva uccidere la donna per adulterio). Da un punto di vista delle pene, se un delitto era stato riconosciuto come “d’onore”, esse erano più leggere rispetto ad un’uccisione fatta per altre ragioni.

Nel 1983 arriva inoltre la parità tra i genitori quando si parla di congedo parentale, nel 1987 l’indennità di maternità anche per le lavoratrici autonome e solo nel 1998 per le donne che non hanno un lavoro.

Altre due leggi fondamentali sono state quella che stabilisce che la violenza sessuale è un reato contro la persona, non nei confronti della moralità pubblica (1996), e quella contro la persecuzione di una persona, procedura nota come stalking (2009).

Chiudiamo con la legge sul femminicidio, approvata solo nel 2013 dal nostro Governo, che mira a proteggere le donne dal dilagante fenomeno della violenza tra le mura domestiche.

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