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Calendario Pirelli 2015: è realmente sfruttamento del corpo della donna?

calendario-pirelliStatus symbol e oggetto di culto riservato solo a pochi, il Calendario Pirelli è da sempre uno dei più attesi lungo tutto l’arco dell’anno. Modelle dai nomi altisonanti, fotografi all’avanguardia e una fama che non conosce cali, sono questi i punti di forza di “The Cal“, ovvero Il Calendario, che ha da sempre un gusto vintage e chic al tempo stesso.

Come da un po’ di tempo accade quando si parla di modelle e di calendari, si tende a capire se il corpo della donna possa essere sfruttato.

Il calendario di Pirelli, azienda milanese guidata da Marco Tronchetti Provera, inneggia alla femminilità e alla bellezza del corpo femminile in maniera mai volgare e mai sfruttato. E’ da sempre questo uno dei capisaldi del calendario Pirelli ed è proprio questo che lo contraddistingue da altri calendari.

Prendiamo ad esempio Candice Huffine, una delle modelle che ha posato per la macchina fotografica di Steven Meisel, fotografo di New York. La Huffine è la prima modella “curvy” ad aver posato per il calendario Pirelli, segno che i tempi stanno cambiando e che si tende sempre di più verso la normalità della donna anche sui calendari e sulle pubblicità.

L’obiettivo del nuovo calendario Pirelli è spiegato direttamente da Meisel, il quale afferma che “non volevo legare il calendario ad un concetto o ad una location, bensì una cosa diversa dal solito, in cui la sensualità della donna è protagonista assoluta. Ho preferito per questo giocare con i colori, con i materiali e con il trucco”.

La donna, dunque, e la sua sensualità sono i veri “segreti” dietro la nuova edizione del “The Cal“, uno dei pochi calendari attualmente in circolazione che può vantarsi di non aver sfruttato il corpo della donna ma, anzi, di averlo sempre esaltato.

Questo conferma ancora una volta, anche da questo punto di vista, come Pirelli sia un’azienda all’avanguardia, che traccia una nuova strada in ogni campo in cui si trova ad operare e che riesce a farlo con successo. Non resta che plaudire l’azienda milanese per il coraggio che ha avuto nel dare al suo calendario un’idea di base in cui lo sfruttamento del corpo femminile non c’entra assolutamente nulla, anzi.

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