Amnesty International e ONU: basta alla violenza sulle donne in Italia

violenza-donneUn atto aberrante compiuto da persone infime. E’ così che potremmo definire gli atti di violenza sulle donne, che in Italia assume ancora dei contorni poco chiari e, purtroppo, molto diffusi. Secondo un rapporto di Amnesty International in Italia ogni anno vengono uccise 100 donne da un uomo: solo in pochi casi si tratta di persone completamente sconosciute alla vittima, mentre la maggior parte delle uccisioni avviene per mano del partner attuale o dell’ex compagno.

In Italia, nonostante la legge sul femminicidio, che è stata approvata a fine 2013, la situazione rimane ancora allarmante. Il problema, sempre secondo Amnesty, è dato proprio dalla legge in questione, che mira più a punire che a prevenire, dunque più a fermare delle situazioni già in essere che a prevenirle nel medio-lungo periodo. Se poi a questo si aggiunge la consueta lentezza della macchina giudiziaria italiana, si capisce come i colpevoli potrebbero ancora continuare a farla franca.

Ad Amnesty International si affianca anche l’ONU, che già in passato si era rivolto all’Italia proprio sul tema della violenza contro le donne. Nel 2010 e nel 2011 Rashida Manjoo, esperta indipendente che era stata incaricata proprio dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite di monitorare la situazione della violenza contro le donne in tutto il mondo, afferma che nel nostro paese, benché ci siano buone leggi, manca la loro concreta applicazione pratica.

Secondo il Rapporto ONU, ecco alcuni dei punti fondamentali sui quali l’Italia dovrebbe lavorare:

  • poche denunce di maltrattamenti, poiché la maggior parte delle donne maltrattate non presenta denuncia agli organi di polizia. Questo, ovviamente, non aiuta a scoprire il misfatto e permette all’uomo di continuare imperterrito la sua opera di denigrazione verso la sua compagna. Secondo le statistiche addirittura il 76% delle violenze contro le donne avviene all’interno di casa e molte di queste violenze non sono denunciate.
  • le donne considerano la violenza domestica come normale, non tutte ovviamente ma parliamo di una percentuale del 36% addirittura. Rimanendo in tema, solo il 16% pensa che la violenza domestica sia un crimine e solo il 26% pensa che lo sia lo stupro.
  • le lungaggini penali dello stato non aiutano, come abbiamo anticipato in precedenza. Considerando che per giungere alla conclusione di un’indagine penale possono volerci anni, questo certamente non aiuta la donna a difendersi e a stare tranquilla e serena.

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